Il Nido degli Angeli - Asilo Nido d'Infanzia 0 - 3 anni - Formazione - Corsi Pre Parto - Pescara ">

Gli Incontri con la Psicologa

A cura della Dott.ssa Lucia Volpe, Psicologa de' Il Nido degli Angeli

 

 

1° Incontro - Sta arrivando il mio Bambino

 

LE FASI PSICOLOGICHE DELLA GRAVIDANZA

Durante i nove mesi di gestazione la futura mamma presta il suo corpo affinché l'embrione prima e, successivamente il feto, possano maturare e crescere fino a diventare un individuo pronto ad affrontare la vita al di fuori dell'utero materno.Nel corso della gravidanza però, accanto ad un  insieme di fitti cambiamenti fisiologici, si verificano  altrettanto intensi mutamenti psicologici , necessari a renderla madre anche dal punto di vista emotivo .  In questo importante tempo di attesa la mamma e  il bambino sviluppano  un legame di attaccamento così profondo che li accompagnerà costantemente soprattutto nei primi anni di vita.  Ecco perché il tempo psicologico della gestazione è un fattore chiave su cui ogni donna in gravidanza dovrebbe soffermarsi a riflettere. Nel corso di questi lunghi 9 mesi la donna  affronterà fasi psicologiche molto diverse tra loro che meritano di essere singolarmente approfondite.

Il primo trimestre Ã¨ il momento in cui la donna scopre di essere incinta. Questa notizia, per quanto lieta e gioiosa,potrebbe essere fonte di destabilizzazione per la futura coppia di genitori e, in particolare, per la futura mamma. Quello che segue, infatti, sarà un periodo di assestamento e di ricerca di nuovi equilibri. I veloci mutamenti, ormonali e fisiologici, che da subito interessano il corpo femminile  potrebbero creare alla donna alcune difficoltà come stanchezza, nausea e cambiamenti di umore che, accompagnati dalle paure insite  alla nuova condizione  potrebbero non consentire alla donna di gioire pienamente dell'evento che sta vivendo. Stati d'animo molto comuni sono la preoccupazione che il bambino cresca nel modo adeguato, che non abbia malattie genetiche, malformazioni o altre patologie. Proprio per questo motivo è opportuno che la futura mamma intraprenda un percorso di accompagnamento alla nascita così da poter trovare il giusto supporto in figure professionali che siano in grado di accogliere senza giudizio le sue preoccupazioni ed il suo particolare stato d'animo.

Il secondo trimestre Ã¨ molto più sereno rispetto al primo poiché generalmente in questo tempo diminuiscono le ansie e le paure rispetto a questa grande novità. La coppia comincia a fantasticare sul prossimo futuro: si immagina genitore, definisce una lista di buoni propositi per il proprio bambino e, passeggiando, si sofferma davanti alle vetrine dei negozi per l'infanzia! Anche lo stato fisico della futura mamma migliora perché torna a sentirsi di nuovo bene e piena di energia.  La percezione dei primi movimenti fetali dentro il proprio corpo rendono finalmente "vivo e reale" il bambino.  Proprio questi piccoli sobbalzi costituiranno il primo canale di comunicazione  tra madre figlio.  In un secondo momento, quando il feto sarà diventato più grande ed anche il papà potrà percepire i suddetti movimenti, il legame genitoriale che il feto ha stabilito fin ora esclusivamente con la madre, si estenderà anche al papà.

L'ultima fase della gravidanza Ã¨ caratterizzata dall'avvicinarsi della data del parto e questo potrebbe risvegliare ansie e paure sopite in precedenza. La fantasia di diventare genitori sta per diventare realtà e la voglia di conoscere il  nascituro si fa  sempre più intensa. Il bambino immaginario sarà presto sostituito da quello reale e la coppia  di coniugi si trasformerà in una coppia di genitori . Questa è la fase nella quale si diventa sempre più consapevoli del fatto che la propria vita sta cambiando per sempree, se da un lato questa consapevolezza viene vissuta con entusiasmo, dall'altro si vivono ancora dei piccoli rimpianti per quello che si sente di perdere.
Alla fine  della gravidanza inoltre la donna si trova a  confrontarsi con il tema del parto. Sente che il suo corpo non le appartiene più del tutto, la fatica fisica si fa sentire e nella mente della donna diventa sempre più  insistente il pensiero del travaglio e del parto. Mentre molte donne vivono questa attesa con naturalezza e come parte fisiologicamente integrante del processo, altre donne soffrono di una vera e propria ansia all'idea di provare dolore, perdere il controllo del proprio corpo, essere ospedalizzate oppure provano paura all'idea che il proprio corpo possa essere trasformato o lacerato in modo irreversibile. Anche in questo caso i corsi di preparazione al parto sono fondamentali sia per fornire nozioni  utili a sedare il senso di angoscia o preoccupazione, sia per prepararsi in maniera adeguata all'evento anche si dal punto di vista fisico che psicologico.
 


3° Incontro - Il Signor 23 23

 

I CROMOSOMI  

La vita di ogni individuo inizia con l'incontro di uno spermatozoo e di un ovocita all'interno della tuba uterina. Il patrimonio genetico dei due genitori, 23 cromosomi donati dalla futura mamma e 23 dal futuro papà,  si incontra per la prima volta per trasformarsi in qualcosa di speciale: un nuovo essere umano. Da quel primo momento l'insieme di cellule così impiantato subirà miliardi di trasformazioni che, inevitabilmente, coinvolgeranno in modo esclusivo il corpo della mamma. Purtroppo la nostra cultura ci porta ad assegnare al futuro papà un ruolo marginale sia nelle varie fasi della gravidanza che nel corso dei primi mesi di vita del bambino. Pare che la gestione di un neonato sia un affare da donne, al quale gli uomini possono partecipare solo da spettatori.  I papà spesso si sentono inadeguati e ritengono che le  compagne siano più competenti nell'accudire il nuovo nato. Le neo mamme, al contempo, sentono la maternità come un evento naturale  del quale sono le protagoniste indiscusse. Io definirei questo processo come un furto legalizzato poiché, se da un lato è vero che la mamma commette l'errore di appropriarsi di tutto il potere genitoriale, dall'altro è il papà stesso che lascia che ciò avvenga perché continua a sentirsi scarsamente appropriato rispetto ad alcune specifiche mansioni di accudimento. La natura propone un incastro perfetto che i genitori decidono di ignorare. 

Il rinnovato interesse verso l'importanza del ruolo paterno nella vita dei bambini ci invita a riflettere su come gli uomini che oggi intraprendono il cammino verso la paternità, sebbene non siano fisiologicamente coinvolti, subiscano comunque una profonda trasformazione sia per quanto riguarda la loro personalità sia per quanto concerne gli aspetti di carattere psicologico. Anche nell'uomo, infatti, avvengono trasformazioni non meno importanti di quelle che coinvolgono le future mamme proprio perché tali modificazioni sono necessarie sia all'uno che all'altra per divenire padre e madre di un bambino che avrà assoluto bisogno di entrambi i  genitori per vivere ed essere felice.

 


6° Incontro - Il Puerperio

 

ASPETTI PSICOLOGICI DEL PUERPERIO

Il puerperio è quel delicato periodo di tempo che passa dal momento del parto al normale ripristino delle funzioni fisiologiche della mamma, dura circa 40 giorni e si conclude con il ritorno del ciclo mestruale. Mentre durante la gravidanza la neo mamma aveva assistito ad un complesso numero di fenomeni di carattere costruttivo al contrario nel periodo del puerperio saranno presenti una serie di fenomeni di natura regressiva nel quale gli organi genitali femminili ad eccezione delle mammelle torneranno alla normalità. Questo periodo della vita della neo mamma è molto delicato sia da un punto di vista fisiologico che organico. Ad una decina di giorni dal parto potrebbe insorgere un periodo di rilassatezza e di stanchezza dovuto al notevole lavoro che ha sostenuto durante l'ultimo periodo della gravidanza. Il ritorno ad un normale equilibrio è un processo lento anche perché il bambino occupa ed assorbe molte delle sue energie per cui rimane poco tempo per riposare. La stanchezza associata al mutamento ormonale potrebbero causare uno stato di intensa malinconia ed angoscia con scoppi di pianto improvvisi ed apparentemente immotivati. Non vi preoccupate si tratta di un periodo normale e transitorio.  Un notevole supporto sia sul piano psicologico che pratico potrebbe arrivare dal proprio compagno, i momenti di angoscia e di sconforto saranno tanto più superati quanto più condivisi con le persone che ci sono vicine e ci vogliono bene. Le cure al lattante hanno smesso di essere un "privilegio" esclusivo delle neo mamme e coinvolgono sempre di più la figura paterna. Una volta riacquistata la sua sicurezza la donna si riprenderà il suo ruolo nella coppia e sarà in grado di dare le giuste attenzioni sia al bambino che al proprio partner.


7° Incontro - La Gestione del Tempo

La nascita di un figlio comporta una serie d'innumerevoli trasformazioni e rivoluzioni nella  vita dei neo genitori. Insieme alla grande felicità il vostro piccoletto porterà con sé anche una lunga serie di incombenze pratiche che vi terranno molto impegnati. La deprivazione di sonno, il riordino casalingo, la preparazione di pasti adeguati e bilanciati per l'allattamento, gli amici e i parenti che verranno a festeggiare con voi, riempiranno talmente tanto le vostre giornate che vi sembrerà di non avere più tempo per fare niente.  Probabilmente non vi sentirete più padroni del vostro tempo e per quanto vi sforzerete di fare cose su cose ci sarà sempre qualcosa di incompiuto che vi darà il tormento.  Il mio consiglio per i neo genitori è quello di prendersela con calma, di non avere fretta che tutti torni subito alla normalità che conoscevate prima dell'arrivo del vostro. Adesso dovete abituarvi a una nuova normalità, nessuno condannerà una casa in disordine, dove vive una famiglia con dei bambini piccoli. Se ancora non siete contenti, potete cercare di riprendervi qualcosa che pensate di aver perso attraverso dei piccoli suggerimenti pratici. Potrebbe essere utile preparare una lista giornaliera delle cose che avete da fare, magari potreste scriverla la sera prima. Cercate di dividere la lista in due colonne quello che dovete assolutamente fare e quello che potete posticipare. Preparate più scelte. Stabilite delle date entro le quali avete intenzione di completare i vostri impegni e cercate di attenervi al piano. Usate il calendario per organizzare i vostri impegni più a lungo termine e ricordate di aggiornarlo e controllarlo spesso. Cercate di eliminare gli elementi di distrazione, le lunghe telefonate con le amiche, la televisione e i social, inserite queste attività nella lista delle cose decidendo quanto tempo potete e volete dedicare loro. Mantenete bene in vista un orologio così.  Soprattutto cercate di dedicarvi a delle attività che vi facciano stare bene e che migliorino la qualità della vita con il vostro piccolo.


8° Incontro - Stili Educativi a Confronto

Per stile educativo genitoriale possiamo intendere l'insieme di strategie educative ed accudenti che ogni genitore prende in considerazione nei confronti dei propri figli per svolgere le funzioni genitoriali. Lo stile educativo genitoriale scelto orienta la costruzione della relazione con i propri figli e di conseguenza il loro sviluppo cognitivo e relazionale. Uno stile educativo efficace dovrà essere in equilibrio tra l'affetto e la richiesta di disciplina. Se il genitore accondiscende sempre alle richieste, creerà un onnipotente incapace di tollerare le frustrazioni; al contrario se un genitore dice sempre di "NO", creerà un infelice incapace di provare piacere e gioia. Esaminiamo ora i vati stili educativi. Lo stile autoritario, prevede un elevato controllo delle attività del bambino accompagnato da una scarsa accettazione delle sue richieste. Il genitore pretende l%u2019obbedienza senza dare spiegazioni in riferimento alle proprie decisioni che verranno percepite come regole assolute, solitamente si presenterà come un genitore inflessibile e distaccato, farà spesso uso di punizioni, sarà prodigo di giudizi ed avaro di lodi. Un figlio che cresce sotto uno stile autoritario potrebbe avere una bassa autostima, potrebbe tendere ad un ritiro sociale, avrà un comportamento ubbidiente e diligente ma poco affettuoso. Le femmine solitamente sviluppano atteggiamenti di dipendenza e dimostrano poca motivazione rispetto agli obiettivi. I maschi possono manifestare tendenze aggressive e provocatorie nei confronti dell'altro, dando origine a problemi di condotta e sociali. Lo stile permissivo al contrario del precedente sarà caratterizzato da una elevata accettazione delle richieste del bambino accompagnato da uno scarso controllo.

Il genitore che adotta questo stile è centrato sul bambino, è affettuoso e lo accetta per quello che è, non lo guida nelle sue scelte e non si sente responsabile di correggerle, non è severo e non pretende nulla dal figlio, si dimostra poco coerente sulla disciplina fornendo poche regole o talvolta nessuna, non punisce, consulta il bambino sulle decisioni da prendere e soddisfa ogni suo desiderio anche se privo di senso. Un figlio che respira un clima educativo estremamente permissivo potrebbe presentarsi come un bambino positivo e vitale nell'umore, ma immaturo e carente nell'autocontrollo, nella responsabilità sociale e nella fiducia in se stesso; potrebbe considerare il genitore privo di interesse nei suoi confronti e pertanto sentirsi privo di sostegno nei momenti difficili. Altro è lo stile trascurante/rifiutante. Un genitore dallo stile trascurante denota un totale disimpegno nella relazione educativa: non controlla i figli, non chiede loro nulla, fornisce pochi strumenti di comprensione del mondo e delle regole, non sostiene né dà affetto, non sente responsabilità educative, si preoccupa esclusivamente delle proprie attività, evita la comunicazione a due vie e non tiene conto delle opinioni e dei sentimenti del bambino. In questo caso, un figlio potrebbe essere a rischio di comportamenti devianti: scarso controllo su impulsi ed emozioni, assunzione di droghe e carente interesse per la scuola (tendenza a fare assenze ingiustificate o ad isolarsi, avere difficoltà di concentrazione). L'ultimo stile educativo che prenderemo in esame e lo stile  autorevole. Un genitore "autorevole": ha un'idea chiara del tipo di disciplina (regole), controlla i figli e richiede risultati, rispetta i desideri del bambino, favorisce gli scambi verbali, sollecita le opinioni e i sentimenti del figlio, manifesta affetto e calore, si aspetta che il figlio si comporti intellettualmente e socialmente a livelli coerenti con la sua età e le sue capacità, dà spiegazioni per le decisioni che assume, si pone all'interno di una relazione asimmetrica, mostra i suoi sentimenti in modo autentico, ascolta il figlio con empatia valorizzando le sue parole, i suoi sentimenti, le sue esperienze e senza sostituirsi a lui, manifesta stima e fiducia verso sé e verso il figlio, sa essere assertivo. Il figlio, in tal caso, potrebbe dimostrarsi competente, interessato, indipendente, assertivo, propositivo, amichevole con i coetanei, cooperativo con i genitori, motivato nei confronti dei risultati da raggiungere; potrebbe avere più possibilità di sviluppare un senso critico, una buona autostima, un senso di sicurezza e buone capacità di adattamento. Il sentirsi dire di "no" da parte di genitori autorevoli, permette al figlio di sentire il limite senza aver paura che il rapporto venga pregiudicato. La capacità del genitore di "dire di no", insegnerà al figlio il coraggio di "dire di no" a sua vola, a richieste che considerano sbagliate, inopportune, scorrette, generando in lui una capacità di auto protezione.


Insonnia e Gravidanza

Hai sempre dormito  tranquillamente tutta la notte ed ora ti giri e ti rigiri nel letto senza trovare riposo?

Non è necessario preoccuparsi:  tra le visite al bagno, il bruciore di stomaco, le gambe gonfie, la difficoltà a trovare la posizione comoda  e la mente in fermento, difficilmente  la futura mamma si potrà concedere una lunga notte di riposo.  Vi proponiamo alcuni piccoli consigli per aiutavi a rilassare e a concedervi il meritato riposo tanto necessario per prepararvi alla nascita del vostro bambino.  Prima di tutto cercate di muovervi molto durante il giorno, fate delle lunghe passeggiate e se non ci sono controindicazioni  provate con un po%u2019 di ginnastica leggera. Non cadete nella tentazione di concedervi un lungo pisolino dopo pranzo. Va bene riposare ma non esagerate. Prendetevi il giusto tempo per cenare, cercate di preparare una cena leggera da gustare lentamente, in un orario non troppo vicino a quello nel quale andate  a dormine. Magari prima di andare a nanna potete anche fare un piccolo spuntino.  Bevete  molto durante il giorno  ma limitate i liquidi a partire dalle sei del pomeriggio. Non vi  sovraeccitate  prima di andare a letto, riducete  il quantitativo di caffè, the e ginseng. Vietato anche lo zucchero ed il cioccolato al latte. Mettetevi comode, usate più cuscino per aiutarvi a trovare una posizione antalgica. Assicuratevi anche che la stanza non sia né troppo calda né troppo umida. Andate a letto solo quando vi sentite stanche, ma non aspettate di essere sfinite altrimenti sarà molto più difficile rilassarsi. Non rimanete a letto se  il sonno non arriva,  alzatevi e fate  qualcosa di rilassante, leggete un libro, guardate un po%u2019 di televisione. Create un rituale del sonno,  preparatevi  facendo una doccia calda, bevete una tisana rilassante, approfittate del vostro partner per farvi fare un massaggio. Cercate di concentrarvi solo su pensieri positivi e cose belle della vostra vita e lasciate l%u2019ansia alle ore diurne. Buon riposo.


Emozioni e Gravidanza

Le emozioni sono stati mentali e fisiologici associati a modificazioni sia fisiche che psicologiche e a stimoli interni ed  esterni al nostro organismo. Sono il punto d%u2019incontro tra il  corpo e la  mente: interesse, eccitazione, gioia, coinvolgimento, godimento, sorpresa,allarme, paura, imbarazzo, timidezza, rimorso. Le donne in dolce attesa sono  particolarmente sensibili  ed emotive tanto che le loro emozioni  potrebbero modificare in modo bizzarro il comportamento e la loro vita di relazione. Le emozioni provate dalla futura mamma saranno avvertite anche dal piccolo ospite del pancione, se la mamma si sente serena, amata e tranquilla: anche il piccolo si sentirà protetto ed accudito adeguatamente. Ma il vostro bambino avvertirà anche la vostra paura, la vostra ansia e le vostre preoccupazioni. La sua personalità inizia a strutturarsi fin dai primi mesi di gravidanza, durante le prime esperienze di relazione con la sua mamma ed il suo papà.  Un ambiente sereno, si sa, fa un bimbo sereno,  per questo concentratevi il più possibile  sulle emozioni  positive. Cercate di fare cose interessanti e poco faticose. Approfittate per incontrare quelle persone che non avete più sentito da tanto tempo e di cui soffrite la mancanza, anche solo telefonicamente. Coccolatevi concedendovi dei trattamenti di bellezza. Fate delle passeggiate all%u2019aria aperta. Scrivete un diario della gravidanza, nel quale raccogliere le foto del vostro pancione che cresce. Ricordatevi sempre che nonostante la gravidanza possa sembrarvi infinita e faticosa questi nove mesi passeranno in fretta e il premio sarà il vostro bellissimo bambino. 


Perché i Neonati Piangono?

I primi pianti sono reazioni involontarie che il bimbo usa per comunicare i suoi sentimenti e le sue curiosità. Il pianto durante il primo anno di vita può fornire informazioni importanti su come il bimbo si stia sviluppando. Ogni bimbo ha un determinato %u201Crepertorio di pianti%u201D, che gli serve per comunicare le sue necessità e le sue emozioni.  Potrebbe piangere per cause fisiche: fame, freddo, dolore, un pannolino bagnato, rumori forti e improvvisi,  o cambi improvvisi di luminosità; oppure potrebbe piangere per cause emotive: vorrebbe essere abbracciato, coccolato e protetto.

Ma come si fa a capire le necessità nascoste dietro il pianto?
Potete essere sicure che il bimbo ha fame quando tiene la testa inclinata in avanti e la muove da lato a lato, con la bocca aperta come a cercare il seno della mamma o un biberon oppure porta la manina alla bocca per succhiarsela. 
Se il bimbo è stanco , comincia ad emettere brevi gemiti che aumentano di intensità fino a divenire vere e proprie grida che esprimono tutto il suo disappunto. 
Anche quando si annoia, emette gemiti intermittenti e cerca nel fra tempo stimoli con gli occhi; si calma solo quando qualcuno gli parla, lo muove o lo solleva.
Le coliche sono una delle ragioni più frequenti per cui i bambini piangono,tuttavia  non è necessario preoccuparsi perché si tratta di qualcosa di fisiologico in questa particolare tappa di crescita. In questo caso il bimbo avvicina le ginocchia al pancino, da cui provengono i rumori della fermentazione. Questo tipo di pianto inizia di solito verso sera e può durare anche diverse ore.
Per le neo mamme e per i neo papà potrebbe essere frustrante non capire le intenzioni del proprio bimbo, nessuno nasce  con il manuale di istruzioni; ma con un po si pazienza e di tempo impareranno a decodificare tutte le sue necessità.  

 


Papà in attesa

Si parla spesso di quello che succederà alla vita delle future mamme sia durante i nove mesi di gestazione che dopo l'arrivo del loro bambino, lasciando sempre il ruolo del papà marginale. Ma cosa succede ai papà in questo periodo? Quali sono le sue domande e le sue paure? Il ruolo del papà durante il periodo della gravidanza è principalmente quello di sostenere la sua compagna materialmente, risolvendo quelle piccole incombenze quotidiane che diventano sempre più complicate per una donna in attesa; e psicologicamente rassicurando la futura mamma sulle mille paure che potrebbe avere. Ma anche i papà potrebbero avere delle incertezze, delle paure e dei dubbi, allora chi rassicura i papà? E' necessario che la coppia trovi un tempo durante la gravidanza e poi successivamente dopo l'arrivo del bambino, per parlare apertamente di quello che stanno vivendo, senza dare per scontato i sentimenti di uno o dell'altro. La natura ha fatto l'uomo e la donna diversi, la società li ha incastrati in ruoli rigidi, ma all'interno della coppia questi ruoli possono essere facilmente scambiati ed un papà potrebbe essere più sensibile della sua compagna e sciogliersi di fronte al visino del suo bambino come una mamma potrebbe essere molto più coraggiosa e determinata. Soprattutto è fondamentale per la coppia diventare una buona squadra valorizzando le caratteristiche migliori di ciascuno, non trascurando mai di chiedere aiuto quando ne avete bisogno. 

 


Cosa bisogna fare appena si scopre di essere in dolce attesa?

Per la futura mamma leggere le due linee rosse sul test di gravidanza significa cambiare completamente il suo modo di pensare la vita, ci si sente già pronta ad accogliere il piccolino tra le braccia e la mente inizia a fantasticare su mille progetti. Le quaranta settimane di attesa ci daranno il tempo di prepararci all'arrivo del nostro tesoro, ma quali sono le cose che ogni donna deve fare subito dopo aver scoperto di essere in dolce attesa? In assoluto la prima cosa da fare sarà scegliere un ginecologo, potrebbe essere il nostro ginecologo storico o un ginecologo dell'ospedale dove si partorirà o di un ambulatorio ostetrico-ginecologico, è fondamentale individuare una persona o un Centro che ci diano fiducia, perché saranno i nostri punti di riferimento per tutti i nove mesi. Una volta trovato un professionista adatto alle nostre necessità e preso il primo appuntamento, la futura mamma deve   fare una serie di esami ematici per valutare la sua salute fisica. La dieta della futura mamma deve essere ricca di alimenti sani e bilanciati, ma questo potrebbe non bastare, per questo dovrà iniziare ad assumere l'acido folico. L'integrazione di acido folico Ã¨ raccomandata da 3 mesi (o almeno 1 mese) prima della gravidanza e per tutto il primo trimestre ed è importante per la prevenzione di anomalie congenite, in particolare quelle riguardanti il tubo neurale come la spina bifida. Se si stanno assumendo farmaci per malattie croniche, occorre consultarsi subito con il proprio specialista di riferimento: sarà lui a decidere se continuare, modificare o sospendere la terapia. Così come è bene chiedere consiglio al ginecologo prima di assumere qualunque farmaco, anche da banco. È fondamentale modificare da subito certi comportamenti di vita, in primo luogo smettere di fumare (numerosi i rischi, dall'aborto al parto prematuro al basso peso alla nascita) ed eliminare l'alcol, che attraversa facilmente la placenta. Perché la mamma si mantenga allegra ed in buona salute può praticare dello sport leggero, da evitare invece sono gli sport intensi o a rischio di traumi, come sci, equitazione, fitboxe, jogging e tutte le attività agonistiche. Durante la gravidanza aumenta fisiologicamente la quantità dell'acqua corporea fino a sette o otto litri in più rispetto al solito, per questo è normale che una donna incinta abbia bisogno di un maggiore introito di liquidi. La cosa più importante che la futura mamma deve assolutamente fare è circondarsi di persone allegre, solari e positive che la incoraggino e la possano confortare nel momento del bisogno. 

 


Cromoterapia e Gravidanza

Le cose, le persone e i colori che percepiamo attraverso l'organo della vista influenzano inevitabilmente il nostro modo di pensare e il nostro stato emotivo. I colori, in particolare, emetterebbero particolari vibrazioni che agiscono sulle vibrazioni "alterate" del nostro stato    psico-fisico in difficoltà.

In gravidanza, periodo in cui si possono verificare stati di stress, di ansia e malessere fisico, la cromoterapia può rivelarsi, se non la soluzione, un valido aiuto per il proprio benessere. 
Gli strumenti più semplici per provare ad ottenere dei risultati con la cromoterapia sono: l'abbigliamento, l'arredamento o  semplicemente la visualizzazione. Un altro uso della cromoterapia può venire dallo spargimento di essenze colorate nell'acqua del bagno; in questo modo, all'effetto-relax del bagno caldo in sé si aggiungeranno quello del colore dell'acqua e quello, aromaterapico, del profumo dell'essenza stessa.
Se la gravidanza stressa e mette in ansia, uno dei colori più indicati potrebbe essere il rosa, che vanta proprietà spiccatamente rilassanti e spinge ad avere un atteggiamento gentile, pacato e affettuoso. Altro colore giudicato molto efficace nelle sue proprietà anti-ansia è il verde, il colore dell'armonia e della speranza, che riequilibra gli impulsi spingendo contemporaneamente all'azione; il verde costituirebbe anche una panacea nei confronti della febbre e del mal di testa. Anche il blu ha virtù calmanti, rinfrescanti e rilassanti, e favorisce la riflessività e la pace. Se ciò che serve è un po' di allegria e di vitalità, la cromoterapia individua nel giallo una delle tinte più indicate a favorire stati di felicità e di dinamismo; questo colore favorirebbe anche la digestione. Anche l'arancione favorisce il buonumore, e inoltre stimola l'appetito, agendo peraltro positivamente su cuore, milza e polmoni. Da evitare invece i colori troppo scuri come il marrone, che genera tristezza, il viola ed il verde scuro. Il bianco ed il nero in quanto non colori possono essere usati tranquillamente anche con fantasie che li contenga entrambi.


Il Legame di Attaccamento

L'attaccamento, che in inglese assume il significato di "affezionarsi a"  si riferisce a quella relazione stabile che si instaura tra il bambino e la persona adulta (generalmente la madre) che si prende cura di lui dalla nascita, e che, attraverso gli scambi interattivi tra i due, genera un legame (di attaccamento appunto) molto forte.

La madre infatti, attraverso il suo amore, fornisce al piccolo le cure più adeguate creando con il proprio corpo un ambiente protetto che permette al bambino di sperimentare la realtà, sviluppando un positivo senso di sé.

Verso i 7/8 mesi la madre deve gradualmente allentare questo legame per permettere al piccolo di emanciparsi. Tale comportamento permetterà al bambino di concepire l'esistenza di un "non-me" necessario per l'acquisizione del mondo circostante in maniera consapevole. Il processo di sviluppo e di crescita psicologica comporta, in questi mesi, una progressiva separazione dagli oggetti di attaccamento, come le figure familiari. Per affrontare questo difficile viaggio, in solitudine, il bambino potrebbe servirsi di un oggetto o fenomeno transizionale che possa ricordargli l%u2019antica fusione con la madre (Winnicot).

Il periodo "sensibile" durante il quale il bambino costruisce il legame di attaccamento è quello del primo anno di vita.

 


Riempite la dispensa

La data della nascita del nostro piccolino sta per arrivare ed insieme alla curiosità per questo primo incontro nasce nella coppia la necessità di creare un ambiente comodo ed accogliente per il bambino. Mentre la futura mamma sarà assorbita maggiormente dalla preparazione del corredino e sarà sicura di non poter fare a meno  di quella tutina fantastica che ha adocchiato in una vetrina, il futuro papà potrebbe essere in pensiero per la necessità di trovare un mezzo di trasporto più comodo per la nuova famiglia oppure indaffarato nello spostare mobili e ridipingere le pareti della cameretta. Tutti questi cambiamenti nell%u2019assetto familiare potrebbero portare la coppia a perdere di vista le necessità concrete e imminenti. Quando finalmente il bambino sarà arrivato, tutte le attenzioni saranno concentrate su di lui, e le dinamiche quotidiane potrebbero avere bruschi scossoni. Cosa possiamo ancora preparare per rendere ancora più piacevole il nostro ritorno dall%u2019ospedale? Prima di tutto vi consiglio di fare una lunga visita al vostro supermercato di fiducia e riempire la dispensa ed il frigorifero.  Fate  una grande scorta di cibi sani e facili da preparare, formaggi, yogurt, minestre, cereali, pasta, frutta secca. Ma anche oggetti di carta come tovaglioli, bicchieri e posate. Se avete un po%u2019 di tempo, cucinate qualche piatto tra i vostri preferiti , da poter conservare nel surgelatore e per i quali basterà un passaggio veloce nel microonde prima di metterli in tavola. Se è possibili contattate una persona di fiducia oppure chiedete aiuto alla vostra mamma affinché durante i giorni di ricovero ospedaliero venga a casa per pulire e riordinare.  La vostra parola d%u2019ordine  diventerà organizzazione, tutto quello che potete fare e organizzare prima del parto vi darà la possibilità di rilassarvi in seguito, evitando stress e tensioni inutili.

 


Quella strana malinconia

Il tuo bimbo dorme placido nel lettino ricoperto dal lenzuolino ricamato dalla nonna e cullato dal suono del carillon, sul tavolo e posato in bella vista un vaso con un mazzo di fiori, le fatiche del parto sono lontane e tu dovresti essere serena, felice ed entusiasta della tua nuova vita. Eppure ci sono dei momenti nei quali vieni invasa da una profonda malinconia. Sai che dovresti essere contenta, non hai niente di cui lamentarti, magari hai ancora qualche difficoltà con l%u2019allattamento, ma niente potrebbe giustificare quel senso di tristezza che ogni tanto ti invade per il quale non riesci a trattenere le lacrime. Come durante la gravidanza il tuo corpo di futura mamma ha attraversato molte trasformazioni, così anche dopo il parto lo stesso corpo cerca di ritrovare il precedente equilibrio. La grande differenza nelle due metamorfosi è che durante la gravidanza hai affrontato il cambiamento in compagnia del tuo bambino che ti garantiva il sostegno nelle difficoltà. Ora dopo aver partorito, il tuo bambino è li lo puoi finalmente vedere e toccare, ma non lo puoi più sentire intimamente dentro di te che si muove e che scandisce il tempo delle tue giornate.  Forse per la prima volta ti rendi conto che quel bambino che prima era solo tuo da ora in poi lo devi condividere con il mondo, e questo ti spaventa perché ti rendi conto che tu non ci potrai sempre essere e che dovrai impararti a fidare delle persone che ti stanno vicine. La tua vita è cambiata, sei diventata una mamma, da ora in poi il tuo primo pensiero al mattino e l%u2019ultimo della sera sarà il tuo bambino.  Il cambiamento che sta avvenendo nella tua vita è fantastico, ma potrebbe farti anche un po%u2019 paura.  Allora è normale che ci saranno dei momenti nei quali non ti sentirai ancora pronta, forse non sai nemmeno tu cosa vorresti.  Coraggio guardati in torno, vicino a te troverai tante persone pronte a sostenerti.  In prima fila ci sarà sempre il tuo bambino a riconoscerti come la migliore mamma del mondo, nonostante i capelli scompigliati e i vestiti in disordine per lui sarai sempre la più bella di tutte, ogni suo sorriso o versetto ti riporterà il buon umore e la gioia. Chiedi aiuto anche al tuo compagno, oltre alle gioie, prova a condividere con lui anche le preoccupazioni. Non pretendere troppo da te stessa, vai con calma, un passo alla volta. Pensa in prospettiva, quello che oggi ti preoccupa magari tra una settimana, un mese un anno sarà superato. Questa malinconia non durerà per sempre. Ci saranno giorni proprio da dimenticare dove tutto è andato storto, ma poi ne arriveranno altri che ti rimarranno sempre nel cuore. 

 

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